Una giornata con il cane al mare può essere un’esperienza piacevole e divertente per tutta la famiglia. Correre sulla spiaggia, giocare sulla sabbia e fare il bagno sono attività che molti cani amano, ma l’ambiente marino nasconde anche alcuni rischi che è importante conoscere.
Sabbia ingerita accidentalmente, acqua salata, esposizione prolungata al sole e irritazioni cutanee possono infatti creare problemi anche dopo essere tornati a casa.
Con alcune semplici attenzioni è possibile prevenire buona parte di questi rischi e, soprattutto, riconoscere tempestivamente i segnali che richiedono un controllo veterinario.
Vediamo quindi come portare il cane al mare in sicurezza e quali precauzioni adottare anche quando a trascorrere del tempo in spiaggia con noi è un gatto.
Cane che mangia sabbia al mare: quali sono i rischi?
Durante il gioco in spiaggia, soprattutto quando rincorre palline o altri oggetti, scava oppure beve vicino alla riva, il cane può ingerire accidentalmente quantità più o meno importanti di sabbia.
Una piccola quantità ingerita occasionalmente non è necessariamente motivo di allarme. Il problema può presentarsi quando la sabbia accumulata nel tratto gastrointestinale diventa significativa.
La sabbia può infatti compattarsi e ostacolare il normale transito intestinale.
Quali sintomi osservare dopo l’ingestione di sabbia?
I sintomi possono comparire anche a distanza di alcune ore o nei giorni successivi alla giornata trascorsa al mare.
È importante prestare attenzione alla comparsa di:
- vomito;
- perdita o riduzione dell’appetito;
- abbattimento;
- dolore o fastidio addominale;
- irrequietezza;
- difficoltà a defecare.
In presenza di questi sintomi dopo una giornata in spiaggia, soprattutto se abbiamo visto il cane ingerire una quantità significativa di sabbia, è consigliabile contattare il veterinario.
Come evitare che il cane ingerisca troppa sabbia?
È preferibile scegliere giochi che non raccolgano grandi quantità di sabbia, soprattutto se il cane tende a mordere e afferrare continuamente la pallina.
Sorvegliamolo anche mentre scava ed evitiamo, per quanto possibile, che ingerisca volontariamente la sabbia.
Al rientro dalla spiaggia è inoltre consigliabile risciacquare accuratamente zampe e mantello con acqua dolce. In questo modo eliminiamo buona parte dei residui che il cane potrebbe successivamente ingerire leccandosi.
Coda flaccida dopo il bagno al mare: la cold tail syndrome
Dopo una lunga nuotata o una giornata particolarmente intensa, può capitare di osservare che il cane tiene improvvisamente la coda flaccida e fatica a muoverla normalmente.
Una possibile spiegazione è la cosiddetta cold tail syndrome, conosciuta anche come limber tail syndrome.
Si tratta di una condizione caratterizzata dalla comparsa improvvisa di una coda flaccida, spesso accompagnata da dolore o fastidio alla base della coda.
È descritta soprattutto nel cane e può comparire in seguito ad attività fisica intensa, nuoto prolungato o esposizione al freddo. Più raramente una condizione analoga può essere osservata anche nel gatto.
Cosa fare se il cane ha la coda flaccida dopo il nuoto?
Nella maggior parte dei casi la condizione è transitoria e la funzionalità della coda torna progressivamente alla normalità nel giro di alcuni giorni.
Dopo una giornata particolarmente intensa è quindi importante lasciare al cane il tempo di riposare e osservare l’evoluzione del problema.
È però fondamentale non somministrare autonomamente antidolorifici o antinfiammatori, soprattutto medicinali destinati all’uso umano.
Una coda improvvisamente flaccida può infatti avere anche altre cause. Se il dolore è marcato, il problema persiste o sono presenti altri sintomi, è opportuno rivolgersi al veterinario.
Cane e gatto al sole: attenzione alle zone meno protette
Il pelo rappresenta una protezione importante, ma non significa che cani e gatti siano completamente protetti dagli effetti dell’esposizione ai raggi ultravioletti.
Sono particolarmente predisposti gli animali con:
- mantello bianco o molto chiaro;
- pelo corto o rado;
- aree cutanee scarsamente pigmentate;
- zone del corpo poco protette dal pelo.
Nel gatto, per esempio, la dermatite solare può interessare frequentemente le estremità delle orecchie e altre zone poco coperte.
L’esposizione cronica ai raggi UV può provocare inizialmente arrossamento, desquamazione e alterazioni della cute. Nel tempo, le lesioni attiniche possono evolvere fino a forme tumorali come il carcinoma squamoso, un rischio particolarmente importante nei gatti bianchi o con padiglioni auricolari bianchi.
Come proteggere cane e gatto dal sole?
La prima forma di protezione è limitare l’esposizione diretta, soprattutto nelle ore caratterizzate da maggiore irraggiamento solare.
Durante una giornata al mare è consigliabile:
- garantire sempre una zona ombreggiata;
- alternare attività e momenti di riposo;
- evitare molte ore consecutive sotto il sole;
- prestare maggiore attenzione agli animali con mantello bianco o pelo rado;
- controllare periodicamente orecchie, naso, addome e altre zone scarsamente protette.
Posso mettere la crema solare al cane o al gatto?
In alcuni animali può essere indicato l’utilizzo di un prodotto fotoprotettivo, ma la scelta dovrebbe essere effettuata insieme al veterinario.
Non è consigliabile applicare automaticamente sul proprio animale una normale crema solare per uso umano.
Cani e gatti possono infatti leccare il prodotto applicato sulla cute e alcuni ingredienti potrebbero non essere adatti se ingeriti.
Nel gatto, inoltre, l’abitudine al grooming rende particolarmente importante valutare con attenzione sia il prodotto sia la zona in cui viene applicato.
Se il nostro animale presenta caratteristiche che lo rendono particolarmente sensibile all’esposizione solare, chiediamo quindi al veterinario quale sia la soluzione più adatta.
Acqua di mare e pelle del cane: perché risciacquarlo dopo il bagno?
Dopo il bagno in mare è buona abitudine risciacquare il cane con acqua dolce.
L’acqua salata può contribuire a rendere la cute più secca e irritata, soprattutto negli animali che hanno una pelle particolarmente sensibile o problematiche dermatologiche preesistenti.
Anche sale e sabbia rimasti sul mantello possono favorire prurito e disagio.
Il risciacquo dovrebbe interessare in particolare:
- zampe;
- spazi interdigitali;
- addome;
- zone in cui si accumula maggiormente la sabbia;
- aree cutanee soggette a sfregamento.
Rimuovere sale e sabbia riduce inoltre la quantità di residui che l’animale potrebbe ingerire successivamente leccandosi.
Se dopo una giornata al mare compaiono arrossamento persistente, prurito intenso, cattivo odore, secrezioni o lesioni cutanee, è opportuno rivolgersi al veterinario.
Non tutte le dermatiti che compaiono dopo il mare sono necessariamente provocate dall’acqua salata: potrebbero essere presenti condizioni dermatologiche che richiedono una diagnosi specifica.
Cosa succede se il cane beve acqua di mare?
Un altro rischio da non sottovalutare riguarda l’ingestione di acqua di mare da parte del cane.
Mentre gioca o nuota, il cane può ingerirne accidentalmente piccole quantità. Il problema si presenta soprattutto quando ne beve una quantità significativa.
Un’eccessiva ingestione di acqua salata può provocare disturbi gastrointestinali, come vomito e diarrea, e nei casi più importanti determinare alterazioni della concentrazione di sodio nel sangue.
Possono quindi comparire anche sintomi neurologici come:
- debolezza;
- incoordinazione;
- tremori;
- convulsioni.
Come evitare che il cane beva acqua di mare?
Quando portiamo il cane in spiaggia dobbiamo avere sempre a disposizione abbondante acqua fresca e una ciotola.
Offriamogli regolarmente da bere, soprattutto dopo il gioco e il nuoto, evitando che utilizzi il mare come fonte d’acqua.
Se dopo una giornata in spiaggia compaiono vomito ripetuto, diarrea importante, debolezza, incoordinazione, tremori o convulsioni è necessario rivolgersi tempestivamente a un veterinario.
Cosa portare al mare con il cane? La checklist
Prima di partire per una giornata in spiaggia può essere utile preparare una piccola borsa dedicata al nostro animale.
Ricordiamoci di portare:
- acqua fresca in quantità sufficiente;
- una ciotola;
- un sistema per garantire una zona d’ombra;
- un asciugamano;
- guinzaglio;
- strumenti di identificazione dell’animale;
- giochi che non raccolgano eccessive quantità di sabbia;
- eventuale prodotto fotoprotettivo consigliato dal veterinario;
- sacchetti per raccogliere le deiezioni.
E non dimentichiamo la cosa più importante: osservare il nostro animale.
Offrirgli acqua fresca, concedergli pause all’ombra e risciacquarlo dopo il bagno sono piccoli gesti che possono rendere la giornata al mare più sicura e piacevole.
Quando rivolgersi al veterinario dopo una giornata al mare?
Dopo una giornata trascorsa con il cane al mare è bene non sottovalutare alcuni segnali.
Contattiamo il veterinario in presenza di:
- vomito ripetuto o difficoltà a trattenere l’acqua;
- marcata perdita di appetito;
- forte abbattimento;
- dolore addominale;
- difficoltà a defecare;
- coda improvvisamente flaccida e dolorante;
- tremori;
- incoordinazione;
- convulsioni;
- lesioni cutanee persistenti, ulcerate o sanguinanti;
- prurito o irritazione cutanea importante.
In caso di sintomi importanti o neurologici è necessario richiedere assistenza veterinaria tempestivamente.
Una vacanza al mare con il cane non significa rinunciare al divertimento. Significa conoscere i principali rischi dell’ambiente marino e adottare poche, semplici precauzioni per prevenirli.
FAQ – Cane al mare: le domande più frequenti
Il cane può fare il bagno in mare?
Sì, se le sue condizioni di salute lo consentono e il cane si trova a proprio agio in acqua. È importante sorvegliarlo, evitare sforzi eccessivi, garantirgli pause e acqua fresca e risciacquarlo con acqua dolce dopo il bagno.
Cosa succede se il cane mangia la sabbia?
L’ingestione occasionale di piccole quantità non comporta necessariamente problemi. Quantità maggiori, però, possono accumularsi nel tratto gastrointestinale e ostacolare il normale transito. Vomito, dolore addominale, inappetenza o difficoltà a defecare richiedono una valutazione veterinaria.
Cosa fare se il cane beve acqua di mare?
Impediamo che continui a bere acqua salata e mettiamogli a disposizione acqua fresca. Se ne ha ingerita una quantità significativa o compaiono vomito, diarrea, debolezza, tremori, incoordinazione o altri sintomi, contattiamo il veterinario.
Devo lavare il cane dopo il bagno in mare?
È consigliabile almeno risciacquare accuratamente il mantello con acqua dolce per eliminare sale e sabbia, prestando particolare attenzione a zampe, spazi interdigitali, addome e zone soggette a sfregamento.
Posso mettere la crema solare al cane?
In alcuni animali la fotoprotezione può essere utile, soprattutto in presenza di pelo chiaro, rado o zone cutanee poco pigmentate. È però preferibile utilizzare esclusivamente prodotti indicati come appropriati dal veterinario, evitando di applicare autonomamente creme solari destinate alle persone.
Perché il cane tiene la coda bassa dopo aver nuotato?
Dopo un’attività intensa o un nuoto prolungato potrebbe trattarsi della cosiddetta cold tail o limber tail syndrome. Tuttavia una coda flaccida e dolorante può avere anche altre cause: se il problema è marcato, persiste o si associa ad altri sintomi, è opportuno consultare il veterinario.
Quali sono i principali rischi per un cane in spiaggia?
Tra i rischi da considerare ci sono l’ingestione di sabbia o acqua salata, l’esposizione eccessiva al sole, irritazioni cutanee e sforzi fisici prolungati. Ombra, acqua fresca, pause e sorveglianza aiutano a prevenire molti di questi problemi.
Con poche attenzioni, mare e spiaggia possono diventare un’esperienza piacevole e sicura da condividere con il nostro amico a quattro zampe.